Giungono segnalazioni da alcuni Consorziati preoccupati per l’anomalo fenomeno di cui sono oggetto ultimamente alcuni pini presenti nel nostro comprensorio. Infatti, si è potuto...
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Giungono segnalazioni da alcuni Consorziati preoccupati per l’anomalo fenomeno di cui sono oggetto ultimamente alcuni pini presenti nel nostro comprensorio. Infatti, si è potuto constatare  che, in questi giorni,  taluni pini perdono una sostanza acquosa, simile a resina, dalla propria chioma, creando aloni scuri e appiccicosi sul suolo sottostante.
Dopo aver allertato l’agronomo del nostro Comprensorio, dott. Franco Paolinelli, si è venuti a conoscenza che trattasi di un parassita alieno, quasi sicuramente una cocciniglia canadese (Toumeyella Parvicorsnis) detta comunemente cocciniglia tartaruga, la cui presenza nel Comune di Roma seppur riscontrata nel 2018 (vedi articolo di Giulio Mancini – ilfaroonline del 16 ottobre 2018 e  articolo di Fabio Grilli – ROMATODAY del 18 ottobre 2018) si è scontrata con l’immobilismo degli enti preposti al suo contrasto.

Tale parassita riduce il vigore delle piante e la sostanza che notiamo sotto la chioma risulta essere una “melata” prodotta dall’insetto stesso in quantità abbondante che porta anche alla formazione di consistenti quantitativi di fumaggine sulle chiome. Tale mix di melata e fumaggine, avvolge la chioma dei pini riducendone la capacità di fotosintesi delle foglie e nel giro di alcuni anni possono portare al deperimento e alla morte delle piante attaccate (vedi  (vedi articolo USDA Forest Service  e   articolo sito internet di A. Saracino, E. Allevato e altri sulla cocciniglia Toumeyella Parvicorsnis).

La prima e l’unica regione in Italia che sembra aver attuato un piano di contrasto e monitoraggio per tale cocciniglia è la regione Campania che ha riscontrato tale parassita a fine anno 2014 ed a luglio del 2015 ha disposto il DRD n° 52 del 29 luglio 2015. L’elevata capacità di diffusione del parassita è stata riscontrata nella vastità dell’area infestata che, in Campania, era troppo ampia per poter considerare fattibile un tentativo di eradicazione, attraverso interventi classici di abbattimento e distruzione delle piante infestate.

Pertanto, secondo la regione Campania, le possibili misure fitosanitarie di contenimento consistono:

• lotta biologica: inserendo potenziali nemici naturali indigeni della cocciniglia tartaruga, anche se sembrerebbe non siano molto efficaci vista la presenza di inverni troppo miti che permettono all’insetto di riprodursi continuativamente;
• trattamenti con insetticidi autorizzati (dopo attenta valutazione su loro opportunità vista la vicinanza delle abitazioni ai pini): eventualmente attuabili solo fra fine aprile e maggio, lavando preventivamente (almeno una settimana prima) la chioma con acqua e tensioattivi o Sali di potassio, successivamente intervenendo con trattamenti usando oli minerali bianchi, tau fluvalinate, pyriproxyfen, piretro naturale e lambdacialotrina.

Non sembrano essere molto efficaci i trattamenti endoterapici (vedi articolo sito internet di G. Jesu e V. Topa, sulla cocciniglia tartaruga).

Pertanto, purtroppo, nell’immediato non sembrano esistere interventi efficaci.

Da quanto sin qui emerso, considerati i danni potenziali di tale cocciniglia, l’elevata capacità di diffusione e riproduzione, il Consorzio Axa  sta cercando di coordinare interventi congiunti con il limitrofo Consorzio di Casalpalocco e di sollecitare gli Enti preposti ad intraprendere un’azione comune, considerata la vicinanza con le vaste pinete della Tenuta Presidenziale di Castelporziano e della Riserva Statale del Litorale Romano.

Una volta definito il piano di azione che sarà attuato dal Consorzio, sarà nostra cura divulgare l’informazione affinché si possa intervenire congiuntamente per contrastare tale parassita.

 

Francesca Scorzoni

CONSORZIO AXA

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