Sono iniziate le attività relative al diserbo delle cunette stradali. Come è noto il decreto ministeriale del 2016 ha vietato l’utilizzo del GLIFOSATE in...
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Sono iniziate le attività relative al diserbo delle cunette stradali. Come è noto il decreto ministeriale del 2016 ha vietato l’utilizzo del GLIFOSATE in quanto l’AIRC (Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo ha classificato come “probabile cancerogeno” e pertanto è stato necessario ricorrere ad altri sistemi sia per il prodotto utilizzato che per la tecnica usata. Tra i sistemi di diserbo analizzati è stato quello del “pirodiserbo” consistente nel bruciare la vegetazione infestante tramite fiamma ma si sono subito evidenziate le controindicazioni legate principalmente alle macchine in sosta. Il sistema scelto e adottato è stato quello dell’uso di vapor d’acqua ad alta temperatura (> 140 °C) con l’aggiunta di sostanze vegetali residuati dalle filiere di produzione di zuccheri e olio di oliva che, formando una schiuma persistente intorno all’infestante, prolungano il tempo di azione della temperatura favorendone l’essiccamento. Già dal 2019 è stata scelta come fornitrice dell’additivo una ditta sarda (la regione Sardegna è leader delle tecnologie ambientali) che lo deriva dalle filiere della produzione di zucchero e da scarti di agrumi. L’impianto di erogazione utilizzato consta di due serbatoi (acqua e additivo) con dosatore, una lancia e un gruppo elettrogeno per il riscaldo della miscela. I tempi di lavorazione sono superiori a quelli relativi all’uso del “GLIFOSATE” e di conseguenza  anche i costi di trattamento; comunque in maniera ragionevole visto che l’ecosostenibilità è sempre un obiettivo da perseguire.

 

Maurizio Palchetti

IL CONSIGLIERE

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