Più volte, purtroppo, ci siamo dovuti lamentare dei tempi biblici che occorrono alla burocrazia comunale per espletare pratiche necessarie al Consorzio per portare avanti...
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Più volte, purtroppo, ci siamo dovuti lamentare dei tempi biblici che occorrono alla burocrazia comunale per espletare pratiche necessarie al Consorzio per portare avanti l’attività sua precipua. Ciò è senza dubbio dovuto alla grande mole di pratiche da seguire e alla carenza di personale tecnico, ma questo non toglie che il danno sia pesante anche perché il consorziato, a fronte di quanto pagato, oltre a IMU, TASI e quant’altro, per avere un comprensorio con un minimo di residenzialità, non vede poi realizzarsi i miglioramenti nei tempi dovuti.
Di situazioni eclatanti se ne potrebbero elencare molte, anche perché il ritardo è la prassi e non l’eccezione.
A titolo di esempio possiamo portare il progetto “videosorveglianza”, un impianto voluto dal Consorzio con delibera assembleare per il quale ci siamo mossi affrontando tutti i problemi sia tecnici che burocratici-autorizzativi.
In particolare sono stati elaborati studi sia per quanto riguarda la “sicurezza” che la “privacy” e, a fronte di questi, si è ottenuto il provvedimento autorizzativo “alla installazione di un impianto di videosorveglianza” nel Comprensorio rilasciato dall’ Ispettorato Territoriale del Ministero del Lavoro.
Per essere più realisti del re, e solamente per avere l’etichetta di “nuova infrastruttura”, con i conseguenti benefici fiscali, si è formulata a fine luglio una richiesta per l’indizione di una apposita Conferenza de Servizi, anche se la realizzazione dell’impianto è completamente a carico dei consorziati.
Dato che il progetto prevede l’installazione delle telecamere sui pali della luce, proprietà consortile, alimentate dai contatori utilizzati dall’illuminazione stradale, sempre di proprietà, e la trasmissione dati, per motivi di sicurezza e per eliminare possibili interferenze è affidata ad una rete di fibre ottiche che si snoda lungo le strade e il verde consortile, si è evitata ogni nuova opera edile che avrebbe comportato autorizzazioni di tipo ambientale, paesaggistico e archeologico.
Un progetto così “soft”, per legge, richiederebbe tempi di Conferenza pari a 45 giorni. Un primo scoglio si è verificato per un refuso nel progetto che, a causa di una precedente formulazione che prevedeva la trasmissione dati via onde radio, manteneva nel testo la necessità di due pali aggiuntivi.
A causa di ciò il X Municipio ci faceva notare che negli elaborati consegnati non erano presenti quelli relativi alle necessarie opere edili da eseguirsi per la realizzazione dell’opera (pali e relativi apparati).
Sfortunatamente questa comunicazione, del 9 agosto, ci è pervenuta solo il 28 agosto in quanto il X Municipio l’aveva inviata erroneamente al Consorzio Casalpalocco.
Non vogliamo certo infierire per un disguido, è certo però che, a causa una certa “superficialità” nella gestione delle comunicazioni ufficiali, abbiamo perso quasi un mese.
Immediatamente è stato comunicato al X Municipio che nella nuova revisione del progetto esecutivo, avendo prevista la trasmissione mediante fibra ottica è venuta meno la necessità di nuove istallazioni e, nel contempo, è stato richiesto con urgenza un incontro con la Direzione Tecnica del X Municipio, tenutosi nella mattina del 2 settembre, nel quale si è fatto presente quanto sopra illustrato.
D’altro canto la tipologia “soft” dell’impianto era ben nota al X Municipio in quanto un suo dirigente, oltre a far parte del C.d.A. è anche inserito nella Commissione gara per la scelta del fornitore, chiavi in mano, dell’impianto di videosorveglianza.
A oggi, 85 giorni dalla richiesta della indizione della Conferenza dei Servizi e 54 dalla nostra risposta alla richiesta di integrazione, siamo in attesa dei suoi esiti che, data la tipologia del lavoro, non possono che essere del tutto favorevoli non andando ad interferire né con
– la Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma,
– né con la Direzione Regionale per le politiche abitative e la pianificazione territoriale,
– né con la Tutela Ambientale di Roma Capitale Servizio Giardini-Riserva del Litorale Romano,
– né, infine, con Acea spa Illuminazione Pubblica e quantomeno con le società di gestione di servizi telefonici.
È finito l’arduo percorso? Staremo a vedere.
Nel frattempo sono state accuratamente vagliate, sia per la parte tecnica che economica, le offerte arrivate per fornitura dell’impianto; è stata fatta la scelta e affidato, in via provvisoria, l’appalto alla ditta vincitrice della gara.
Fortunatamente chi opera, costruisce e assembla, non si fa crescere l’erba sotto i piedi ed è previsto che i lavori siano completati in una trentina di giorni lavorativi dal via.
Noi siamo pronti.

Maurizio Palchetti

IL CONSIGLIERE

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